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Installare Firefox ESR su Linux Mint e altre distro derivate da Ubuntu

Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2019

Firefox ESR (Firefox Extended Support Release) è la versione più stabile di Firefox.

E' principalmente destinata ad aziende ed organizzazioni che necessitano di installare e mantenere Firefox su larga scala. Gli aggiornamenti di questa versione, infatti, non includono né nuove funzionalità né miglioramenti prestazionali, ma solo correzioni che risolvono problemi di sicurezza o altre vulnerabilità importanti. Questa versione di Firefox può essere gradita anche a chi, come me, desidera un ambiente di lavoro il più stabile possibile.

Nello specifico, attualmente Mozilla offre due diversi canali per gli aggiornamenti di Firefox: aggiornamento rapido e aggiornamento a supporto esteso (Extended Support Release o ESR).

  • Canale di aggiornamento rapido: riceve aggiornamenti importanti ogni sei settimane e, se necessari, aggiornamenti minori (come correzioni alla sicurezza e alla stabilità) entro questo ciclo di sei settimane.
  • Canale ESR: riceve aggiornamenti importanti all'incirca ogni quarantadue settimane e aggiornamenti minori (come correzioni alla sicurezza e alla stabilità e aggiornamento dei criteri) se necessari, ma comunque almeno una volta ogni sei settimane.

Firefox ESR è già inclusa di default in distribuzioni come NetRunner (che deriva da Debian).

Vediamo come installare Firefox ESR in una distribuzione derivata da Ubuntu come Linux Mint, che di default include la versione ad aggiornamento rapido di Firefox.

Per prima cosa salvati i segnalibri (e altra informazione importante memorizzata in Firefox, perché il tuo attuale profilo utente di Firefox potrebbe essere perso in questi passaggi), chiudi Firefox e dai da terminale questi tre comandi:

sudo add-apt-repository ppa:mozillateam/ppa
sudo apt-get update
sudo apt install firefox-esr

Fatto ciò, il tuo attuale Firefox e Firefox-ESR coesistono. Per avviare Firefox ESR invece del solito Firefox, devi cliccare con il destro sull'icona per avviare Firefox e cambiare il comando di avvio da:

firefox %u

a

firefox-esr %u

Fatto ciò, puoi installarti la lingua italiana da qui:
https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/italiano-it-language-pack/
(La lingua sarà caricata dopo averla installata e poi chiuso e riaperto Firefox)

Puoi installare il blocco delle pubblicità da qui:
https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/ublock-origin/?src=search
(Nota: su siti specifici, in caso di bisogno, il blocco delle pubblicità può essere disabilitato)

Io uso anche questa estensione per dare un minimo di privacy:
https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/privacy-badger17/?src=search

Infine importa i tuoi preferiti e fai le eventuali personalizzazioni che vuoi.

Se fin qui è tutto ok, apri il Gestore Pacchetti rimuovendo "firefox" e lasciando soltanto "firefox-esr", in modo da avere un'unica versione installata.

Francesco Galgani,
4 settembre 2019

Julian Assange assolto, ma ancora in prigione in condizioni disumane

Ultimo aggiornamento: 30 Agosto 2019

Stanotte, in un giusto entusiasmo per l'assoluzione di Julian Assange, che ho appreso dal breve video sotto riportato (e che trova riscontro in questo articolo), ho creduto che il nostro eroe e vero amico fosse libero. Ma il sogno di ciò che è giusto e di come il mondo dovrebbe essere ha lasciato presto il posto alla cruda realtà: Julian Assange è attualmente in prigione a Londra in condizioni disumane, come documenta l'articolo "Breaking The Media Blackout on the Imprisonment of Julian Assange", pubblicato il 26 agosto 2019, con licenza Creative Commons che ne autorizza la ripubblicazione.

Rompere il silenzio (blackout) dei media sull'imprigionamento di Julian Assange

Gli stessi media che hanno passato anni trascinando il nome di Assange nel fango si stanno ora impegnando in un blackout sul suo trattamento. Se stai aspettando che gli esperti dei media aziendali difendano la libertà di stampa, rimarrai deluso.

articolo originale di Mnar Muhawesh, 26 agosto 2019, traduzione parziale

Il ruolo del giornalismo in una democrazia è la pubblicazione di informazioni rilevanti per l'interesse comune - il tipo di informazioni che consente alle persone di diventare cittadini più coinvolti nelle loro comunità in modo che ciascuno di noi possa votare rappresentanti che lavorano nell'interesse di "noi popolo".

Forse non esiste un esempio migliore di giornalismo costituito da "cani da guardia", che spiegano ed espongono la corruzione dei potenti, come del caso di Wikileaks, che ha esposto prove a livello mondiale dei crimini di guerra compiuti dai militari statunitensi in Iraq, tra cui l'uccisione di due giornalisti di Reuters; ha mostrato che il governo degli Stati Uniti e le grandi corporazioni hanno usato agenzie di intelligence private per spiare attivisti e manifestanti; ha rivelato come i militari hanno nascosto agli ispettori della Croce Rossa le torture sui prigionieri nella baia di Guantanamo. [n.d.t.: per approfondimenti, rimando a "Assange. I dieci dossier di Wikileaks che hanno fatto imbestialire Pentagono, Cia e Casa Bianca"].

È questo tipo di giornalismo "reale" che il nostro primo emendamento era destinato a proteggere, ma impegnarsi in esso ha invece reso l'editore di WikiLeaks Julian Assange l'obiettivo di una massiccia campagna diffamatoria negli ultimi anni, tra cui false affermazioni secondo cui Assange stia lavorando con Vladimir Putin, i russi e gli hacker [...].

Le accuse secondo cui Assange ha cospirato con Putin per minare le elezioni del 2016 e la democrazia americana nel suo complesso sono completamente svanite all'inizio di questo mese quando un tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York ha archiviato questo caso come "di fatto non plausibile", con il giudice che ha notato che in nessun caso l'accusa ha dimostrato fatti concreti, concludendo che l'idea che Assange abbia cospirato con la Russia contro il Partito Democratico o l'America è "completamente separato dai fatti".

[...]

Oggi Assange siede dietro le sbarre in una prigione di Londra in condizioni scioccanti che nemmeno un assassino si aspetterebbe. Il famoso regista e giornalista John Pilger lo ha visitato lì e teme per la vita di Assange, notando che è tenuto in isolamento, pesantemente medicato e gli vengono negati gli strumenti di base necessari per combattere la sua accusa di estradizione negli Stati Uniti. [n.d.t.: suggerisco una lettura di "'Lento e crudele assassinio': la madre di Assange accusa gli Stati Uniti e Regno Unito per il trattamento riservato a suo figlio"].

[...]

«[Assange è stato] deliberatamente esposto, per un periodo di diversi anni, a forme [più] progressivamente gravi di trattamento o punizione crudeli, disumani o degradanti, i cui effetti cumulativi possono essere descritti solo come tortura psicologica... La persecuzione collettiva di Julian Assange deve finire qui e ora! » John Pilger

[...]

Termino qui questa traduzione parziale dell'articolo, credo che sia sufficiente. Comunque Assange non è l'unico a passarsela male per aver difeso la libertà di informare. E' notizia di questi giorni che Amnesty International è intervenuta a favore del programmatore svedese Ola Bini, attivista per i diritti umani. Amico di Julian Assange, è perseguitato dalla giustizia ecuadoriana ma senza prove. Rimando all'articolo: "I cinque mesi da incubo dell'hacker che difende i diritti umani".

Buoni approfondimenti,
Francesco Galgani,
30 agosto 2019


Assange assolto

Grazie Fratello,
grazie per quel che sei,
grazie per la tua lotta,
grazie per la vittoria
contro i mostri
del nostro tempo.

Grazie!

(Francesco Galgani, 30 agosto 2019)

DOWNLOAD MP4

fonte del video: https://www.pandoratv.it/riflette-re-che-fare-assange-assolto/

Rifugiati in Italia e nel mondo, statistiche per numero di abitanti

Ultimo aggiornamento: 29 Agosto 2019

Lo scopo di questo articolo è quello di dare un'informazione statistica riguardo al fatto che non è vero che tutti i disperati di questo mondo, quando abbandonano le loro terre per cercare vita e protezione altrove, finiscono in Italia, come invece qualcuno pensa... anzi.

Le informazioni seguenti sono estratte dal pdf "UNHCR Statistical Yearbook 2016", da pag. 6 a pag. 9, nella colonna relativa ai rifugiati, pubblicato dall'Alto Commissario delle Nazioni Uniti per i Rifugiati. all'indirizzo:
https://www.unhcr.org/5a8ee0387.pdf

Prima di proseguire, però, è importante chiarirsi nei termini, capire il significato delle parole. Non ho usato il termine "immigrato" perché troppo generico. Nel caso specifico dei dati che seguono, per rifugiato si intende una persona che è scappata dal proprio paese per cercare protezione in un altro. L’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR), che ha pubblicato i dati nel pdf sopra linkato, riconosce come rifugiati coloro che rientrano nei criteri stabiliti dal suo statuto. Questi rifugiati sono dunque titolari della protezione che l’agenzia ONU può offrirgli.

Per un approfondimento sulla differenza tra migrante irregolare, richiedente asilo, profugo, ecc., rimando a questa pagina: https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sintende-per-migranti-irregolari-richiedenti-asilo-o-rifugiati/

In sintesi, la tabella seguente (disponibile anche come immagine) ordina i paesi in base alla percentuale di rifugiati rispetto alla popolazione complessiva nel 2016 (disponibile su Wikipedia).

  Numero rifugiati Ogni 1000 abitanti
Svezia 230.164 23,4
Malta 7.948 18,3
Norvegia 59.522 11,4
Austria 93.250 10,7
Cipro 8.484 10,0
Svizzera 82.681 9,9
Germania 669.482 8,1
Olanda 101.744 6,0
Danimarca 33.507 5,9
Francia 304.546 4,6
Serbia 29.522 4,2
Belgio 42.168 3,7
Lussemburgo 2.046 3,6
Finlandia 18.401 3,4
Bulgaria 17.814 2,5
Italia 147.370 2,4
Grecia 21.484 2,0
Regno Unito 118.995 1,8

Buon riflessioni e approfondimenti, possibilmente non solo con la testa, ma anche con il cuore,
Francesco Galgani,
28 agosto 2019

Amo l’Italia

Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2019

Amo l’Italia

Amo la mia terra,
amo la sua gente,
ringrazio i fratelli,
e le nostre sorelle,

accolgo chi viene,
saluto chi va,
sorrido gioioso
perché siamo qua!

Amo il divino
d’ogni vivente,
ringrazio ognuno
d’esser presente

nella buona patria
che ci vuol solidali,
gentili e sinceri,
nel cuor leali.

Abbiamo un’Anima,
è la Costituzione,
unica salvezza
da ogni aberrazione.

Grazie!

(Francesco Galgani, 27 agosto 2019, www.galgani.it)

Questa economia uccide (papa Francesco) - Testi e video di approfondimento

Ultimo aggiornamento: 21 Agosto 2019

«Così come il comandamento “non uccidere” pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire “no a un’economia dell’esclusione e della inequità”. Questa economia uccide. Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in borsa. Questo è esclusione. Non si può più tollerare il fatto che si getti il cibo, quando c’è gente che soffre la fame. Questo è inequità. Oggi tutto entra nel gioco della competitività e della legge del più forte, dove il potente mangia il più debole. Come conseguenza di questa situazione, grandi masse di popolazione si vedono escluse ed emarginate: senza lavoro, senza prospettive, senza vie di uscita. Si considera l’essere umano in se stesso come un bene di consumo, che si può usare e poi gettare. Abbiamo dato inizio alla cultura dello “scarto” che, addirittura, viene promossa. Non si tratta più semplicemente del fenomeno dello sfruttamento e dell’oppressione, ma  di qualcosa di nuovo: con l’esclusione resta colpita, nella sua stessa radice, l’appartenenza alla società in cui si vive, dal momento che in essa non si sta nei bassifondi, nella periferia, o senza potere, bensì si sta fuori. Gli esclusi non sono “sfruttati” ma rifiuti, “avanzi”.»

Questo l'ha scritto papa Francesco, il testo completo da cui ho tratto questa citazione si trova nel capitolo secondo di "Evangelii Gaudium":
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione

Un'attenta e profonda analisi del sistema economico-finanziario-politico assassinante (e al contempo suicidario) in cui siamo inseriti, si trova inoltre nella lettera enciclica "Laudato Si'" di papa Francesco sulla cura della casa comune:
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html

Su questo stesso tema, consiglio la visione di un paio di video: si tratta di un commento di Mauro Scardovelli a un vigoroso intervento del missionario comboniano padre Alex Zanotelli, che dà una dettagliata panoramica sui temi del sistema economico e finanziario globale.
Prima parte: https://www.youtube.com/watch?v=nemOckUviSU
Seconda parte: https://www.youtube.com/watch?v=6elhiKtvF9k

Buoni approfondimenti,
Francesco Galgani,
21 agosto 2019

Bombe

Ultimo aggiornamento: 15 Agosto 2019

«L'Italia ripudia la guerra» (art. 11 della Costituzione Italiana).
«L'Italia deve aumentare le proprie spese militari, non ha altra scelta» (Donald Trump, luglio 2019)
«Boom di spese militari, USA e Cina in testa» (2019)

Bombe

Gioia di vita
di violenza spaccata
da esplosioni improvvise
più grandi della paura.

Come cuccioli
una tana imploriamo,
ma in maceria tutto volge...
e noi con essa.

Dov'è il "NO"
che fonda l'Italia,
dov'è il "RIPUDIO"
dei padri costituenti,

col pianto e le grida
per sempre scalfite
in chi ancora lotta
nella guerra infame?

Per ogni bomba
l'odio cede il posto
a un rancore ardente,
di ingiustizia stridente.

Un secondo per distruggere,
un millennio per rifare
un cuore nuovo,
un cuore innocente,

che sappia governare
senza ammazzare,
che sappia discernere
il bene dal male,

senza inganni,
ma con autentica dignità
di chi semina non-violenza
in tutta la società.

Una scelta c’è,
c’è sempre stata,
sei scintilla divina,
non cedere mai.

Grazie!

(Francesco Galgani, 15 agosto 2019, www.galgani.it)

Pratica meditativa e guarente della gratitudine

Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2019

(Questa "Pratica della Gratitudine" è corredata di un'app di ausilio per Android)

NamastéI bambini vivono in un mondo sognante dove tutto è sacro, in cui la logica non esiste e dove non servono pensiero e concetti, ma solo cuore e sentimento.
Lo stesso vale per questa pratica della gratitudine, dove lo sguardo adulto e consapevole si fonde con l'innocenza e sacralità del proprio bambino interiore.
Questi spunti di meditazione interiore sono esempi di partenza, da personalizzare come si desidera, perché ogni giorno, in ogni momento, abbiamo sempre qualcosa per cui essere grati.

In calce ho aggiunto alcune riflessioni su questa pratica.

  1. Ringrazio di essere qui, adesso.
     
  2. Ringrazio, rispetto e accolgo la diversità dei tuoi bisogni e dei tuoi punti di vista come il più bel regalo: la varietà è vita!
     
  3. Sono grato che tu sei come sei: non ho bisogno di dispensare consigli.
     
  4. Sono grato di avere la possibilità, ogni giorno, di migliorarmi, cioè di ascoltare sempre di più la volontà della mia Anima.
     
  5. Sono grato di poter contribuire al bene comune, sono grato di poter contribuire a rendere la vita più bella da vivere.
     
  6. Sono grato di potermi prendere cura delle mie parti tossiche (lamentele, giudizi, pretese, accuse, sfiducia, inconsapevolezza, competizione, rabbia e ogni altra emozione che fa male al cuore) e dei miei vissuti ancor doloranti, avvolgendoli con gratitudine, amore, compassione.
     
  7. Io sono OK, tu sei OK: grazie!
     
  8. Io sono OK, il mio lavoro, il mio studio e le mie passioni sono OK! Grazie!
     
  9. Ringrazio il sacro e sufficiente cibo di cui mi nutro, ringrazio la sacra e sufficiente acqua che mi lava e disseta. Faccio voto di nutrirmi causando la minor sofferenza possibile.
     
  10. Ringrazio quando ho fame, ringrazio quando digiuno, perché ciò mi aiuta a ricordare i bisogni di innumerevoli altri viventi.
     
  11. Ringrazio l'aria che respiro, ringrazio il sole che mi riscalda, ringrazio il mare e la luna, ringrazio ogni miracolo della natura.
     
  12. Acqua Ti Amo, Sole Ti Amo, Aria Ti Amo, Terra Ti Amo: grazie! grazie! grazie!
     
  13. Ringrazio le persone da cui imparo.
     
  14. Ringrazio quel che sono, ringrazio quel che ho.
     
  15. Ringrazio la vita così come l'ho vissuta, quella che sto vivendo, quella che vivrò: faccio voto di usarla a beneficio di innumerevoli esseri viventi.
     
  16. Ringrazio ogni mia paura, ringrazio ogni mio coraggio, ringrazio ogni mia emozione, ringrazio il mio cuore.
     
  17. Ringrazio la vita che sempre ci protegge, ringrazio la scintilla divina che è in ogni vivente.
     
  18. Riverisco come bella e sacra ogni parte del mio corpo e del mio essere: ne sono grato, l'accudisco con protezione e amore.
     
  19. Ringrazio i Maestri dell’umanità e ringrazio il mio desiderio e la mia possibilità di ascoltarli.
     
  20. Ringrazio di essere nato in questa epoca, ringrazio i miei genitori, ringrazio tutto l'amore ricevuto, che ricevo, che riceverò.
     
  21. Ringrazio i miei studi, ringrazio il mio lavoro e ogni altra opportunità che ho avuto, che ho e che avrò di realizzare me stesso e di dare il mio contributo alla società.
     
  22. Ringrazio di essere una goccia del grande fiume della vita, ringrazio di poter partecipare insieme alle altre gocce alla grande avventura di scendere dalla montagna fino al mare, ringrazio tutto ciò che incontro durante il cammino, ringrazio ogni altra goccia.
     
  23. Riconosco come vere gratificazioni quelle che nascono dalla mia gratitudine, dal mio amore a tutto tondo, dalle sacre condivisioni cuore a cuore, dal mio spirito di ricerca e dal coraggio di sfidarmi, dalla mia fede, dal provare a guardare le cose con lo stesso sguardo innocente e meravigliato di un bambino.
     
  24. Ringrazio come unica e sacra ogni occasione in cui mi posso relazionare con altre persone.
     
  25. Ringrazio le persone che mi ascoltano con il cuore e con l’intelletto, prego per essere a mia volta capace di un ascolto profondo.
     
  26. Prego affinché i miei pensieri siano sempre pieni di gratitudine, di rispetto, di accoglienza, di amore, di fede. Prego affinché le mie parole siano consapevoli, affinché le mie azioni siano benefiche.
     
  27. Prego affinché la mia lingua si fermi prima di parlare male, prego affinché io sia pronto a correggermi quando mi accorgo di essere caduto nella lamentela o nel rancore, rialzandomi e guarendomi nella gratitudine.
     
  28. Mi impegno a riconoscere e a trattare con amore ogni mio lato oscuro, tendente verso la sofferenza e la disgregazione, e a trasformarlo con la sacra medicina di una preghiera che sa ringraziare.
     
  29. Prego per la felicità e la protezione di ogni persona che, intenzionalmente o non intenzionalmente, libera o non libera nel suo agire, sicura o dubbiosa, schiava o non schiava di demoni o altre catene interiori, ha fatto o non fatto qualcosa a cui io ho reagito con una sofferenza che ancora è con me.
     
  30. Prego per la felicità e la protezione di ogni persona che ha provato sofferenza per ciò che io ho fatto o non fatto.
     
  31. Prego per vedere nell'altro un essere umano come me, limitato e bisognoso.
     
  32. Accolgo, ringrazio e do amore a ogni sofferenza necessaria, riconoscendola come propellente per migliorarmi attraverso una preghiera piena di gratitudine e di fiducia nella vita.
     
  33. Prego per riconoscere e curare prontamente ogni sofferenza non necessaria, cioè conseguente al rifiuto della vita così com’è.

Grazie!

La gratitudine è alla base della felicità, della pace interiore ed esteriore, di ogni sentimento ed emozione positivi. Dalla gratitudine possono nascere la compassione, l'amore, la solidarietà, la fratellanza e la sorellanza, un vivere migliore. Questa pratica della gratitudine permette infatti di superare la separazione tra noi e gli altri, tra noi e la natura, tra noi e il resto del mondo, che è causa di solitudine e di sofferenza. Riscoprendo giorno per giorno la nostra unione e profonda inseparabilità con tutto ciò che esiste ritroviamo noi stessi e la nostra felicità.

La gratitudine va oltre la razionalità e oltre la limitata comprensione che da essa deriva, perché è espressione dell'Anima. La gratitudine libera da ogni giudice interiore, da ogni tribunale interiorizzato, dalla paura del giudizio sociale, è per sua natura non-giudicante, rispettosa, fiduciosa, accogliente e immensamente amorevole, come un sole che illumina e indirizza ogni pensiero e ogni azione.

SperanzaQuesta pratica della gratitudine consiste nel ripetere interiormente queste frasi, o frasi di analogo significato o ispirazione che si accordino alla propria sensibilità e preferenza, ogni volta che lo si desidera e per quanto tempo lo si desidera, fino a farle diventare un'abitudine, un modo ricorrente di pensare e di vivere, un modo di essere. Le frasi qui proposte sono punti di partenza, infinite altre espressioni di gratitudine possono nascere dal proprio cuore.

Oltre alle espressioni di gratitudine, ho riportato anche esempi di preghiere: ogni preghiera intenzionale, consapevole, autentica e ben presente nel proprio cuore trascende le specificità di ogni religione e ritualità e arriva dove deve arrivare. Le nostre azioni, se consapevoli e ben dirette, sono esse stesse una preghiera.

Questa pratica può essere di ausilio e integrazione a ogni altra pratica spirituale che vada nella stessa direzione.

«La gratitudine apre alla pienezza della vita, trasforma ciò che abbiamo in qualcosa che è più che abbastanza, trasforma il diniego nell’accettazione, il caos nell’ordine, la confusione nella chiarezza, può trasformare un pranzo in un banchetto, un riparo in una casa, uno straniero in un amico. La gratitudine dà senso al nostro passato, porta la pace per l’oggi e crea una visione per il domani».

 
Melodie Beattie, citata in "Parlare Pace" di Marshall Rosenberg, cap. 12 su "La Gratitudine", libro usato come base nella sezione "Comunicazione Non Violenta".

Namasté,
Francesco Galgani, iniziato a scrivere l'11 agosto 2019, finito di scrivere il 16 settembre 2019

Assuefatti all'ingiustizia, alla falsità e al non-senso, trovare un'altra via

Ultimo aggiornamento: 10 Agosto 2019

Siamo talmente assuefatti a questo mondo da considerare “normali” o persino “naturali” cose che vanno contro il nostro stesso interesse, sia come singoli, sia come specie. Siamo talmente disposti a difendere con le unghie e con i denti ciò che noi siamo da non accorgerci che basterebbero pochi cambiamenti di pensiero a farci vivere assai meglio.

Sono cinquant’anni, se non di più, che sappiamo che il nostro stile di vita occidentale e il nostro modo di nutrirci ci porteranno all’autodistruzione, ad una devastazione così grande che il mondo si riempirà di guerre (oltre a quelle che già ci sono), di fame, di carestia… e le nostre amate città di mare saranno le prime a scomparire… eppure continuiamo a fare la vita di sempre, più o meno come drogati che continuano a drogarsi. Abbiamo scelte? Sì, e molte, ma finché non cambia il “pensiero” saremo sempre “necessitati” a ripetere la stessa vita ogni giorno, finché non sarà la vita stessa a impedircelo.

Provo a fare qualche esempio di scelta.

Possiamo scegliere di essere grati a tutto e a tutti, sviluppando armonia con noi stessi e con la vita, senza mai più usare una sola parola di disprezzo verso gli altri o verso noi stessi, perché ciascuno di noi è sacro e indispensabile in questo mondo. Ovviamente ciò richiede una consapevolezza così grande da aver chiaro che noi esistiamo perché esistono gli altri, e viceversa. Se questo mondo fosse un teatro in cui fossimo di passaggio con la missione di sviluppare noi stessi, allora potremmo scegliere di contribuire a un mondo migliore, sviluppando la nostra gratitudine e la nostra capacità di amare.

Possiamo scegliere di non sentirci superiori agli altri e di non esercitare potere sulle altre persone, con la stessa umiltà di un bel fiore che sa di esistere perché esistono gli altri fiori. Concretamente, ciò si traduce, tra le altre cose, nello smetterla di dare consigli o suggerimenti, preoccupandoci più di capire che di sentenziare. Ciò equivale a considerare gli altri come persone da cui possiamo imparare.

Possiamo scegliere di non uccidere, di non renderci complici di innumerevoli sofferenze e massacri, vivendo vegan. A proposito, una vita vegan è l’unica compatibile con una seria e concreta azione contro gli imminenti e devastanti cambiamenti climatici (approfondimento).

Al di là di questi tre esempi, che già basterebbero per innescare un grande cambiamento, quello che facciamo ogni giorno è il nostro contributo alla “politica”, nel senso di gestione del bene comune. Ma la politica, nel senso più comunemente inteso di affaracci di potere, ci sta portando altrove. Allo stato attuale, dal mio limitato punto di vista, manca completamente un “sentire comune” di quelle che sono le problematiche e le principali urgenze.

Nel tempo dell'inganno universale, i principali sostenitori del neo-liberismo criminale su cui l'Europa si fonda sono proprio le sue vittime, cioè le persone comuni. La parola “neo-liberismo” indica l’attuale sistema economico, sociale e di pensiero in cui lo stato non interviene nell’economia, lasciando che prevalga la legge del più aggressivo e meno etico, mettendo tutti in “competizione” (cioè guerra) contro tutti, abolendo i diritti sociali, dando pieno potere alle psicopatiche multinazionali che pensano solo al profitto immediato (anche se questo dovesse costare una strage di famiglie e/o una strage ambientale). Per fare un esempio, essere neo-liberisti significa brindare e festeggiare quando la gente viene licenziata, eventualmente sostituita da macchine o da altra gente pagata di meno e/o sfruttata di più. In tutto ciò, il neo-liberismo vuole che sia lo stato (depotenziato, de-sovranizzato e in deficit permanente) a farsi carico di dare soldi a chi non lavora per colpa del neo-liberismo (come nel caso del reddito di cittadinanza o, meglio, nel caso del reddito universale, che già sarebbe più equo), perché senza soldi la gente non può comprare. In altre parole: debiti pubblici e profitto privato.

Il neo-liberismo è necessariamente cosmopolita, nel senso che vuole l'abrogazione delle sovranità nazionali al fine di ottenere la massima libertà di circolazione di merci e capitali: ne seguono guerre di poveri contro poveri, miseria per tutti, ricchezza esagerata per pochissimi. L’abbassamento delle tasse (per togliere forza e risorse allo stato), lo smantellamento dello stato sociale e la privatizzazione di ogni servizio pubblico (scuole, ospedali, strade, polizia, previdenza, trasporti, ecc.) sono i “diktat” del neo-liberismo. L’Italia ha già rinunciato alla sua sovranità e sta pienamente aderendo ai dettami del neo-liberismo, tradendo la sua Costituzione, che invece dà un ruolo assai importante alla sovranità, al bene comune, ai servizi pubblici, al lavoro, all’assistenza sociale per chi ne ha bisogno, immaginando un’economia assai più vicina a quella keynesiana piuttosto che a quella neo-liberista.

“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”, dice la Costituzione. Allo stato attuale, i Centri pubblici dell’Impiego riescono a dare lavoro allo 0,05% dei richiedenti in Sicilia (la percentuale più bassa) e al 5% dei richiedenti in Lombardia (la percentuale più alta) (approfondimento).

Noi persone comuni abbiamo interiorizzato a tal punto i valori del neo-liberismo da ritenerli come una cosa normale, anzi "naturale", nel senso di "secondo Natura"... visto che nell'immaginario comune la Natura si basa sulla competizione, cioè sulla guerra e sulla prevaricazione del più forte sul più debole (ringraziamo i darwinisti per questa balla), e non sulla collaborazione, sulla co-evoluzione, sull'inter-essere.

Il neo-liberismo fa di tutto per scambiare il vero con il falso, il necessario con il superfluo, ridicolizzando e condannando chi osa pronunciare parole di verità. Questo l'ho scritto anche nella Religione dell'Ultima Lotta.

Oggi siamo arrivati ad un punto di confusione tale che chi perde il lavoro, o non lo trova, pensa che sia colpa sua... senza invece rendersi conto della realtà economica, politica e sociale che crea le condizioni per agevolare, o nel nostro caso persino "imporre", una “disoccupazione minima garantita”, in quanto la piena occupazione sarebbe una "catastrofe", almeno secondo la Commissione Europea e la BCE (approfondimento).

Quando ho avuto occasione di dire che il capitalismo (altro termine per indicare il neo-liberismo, è la stessa cosa) è una rapina a mano armata di tutto ciò che di più importante e prezioso abbiamo, non sono stato capito.

Purtroppo "la disoccupazione minima garantita" non è l'unica assurdità inaccettabile. Ce sono tante, troppe altre, che ogni tanto, per quel che mi è stato possibile, almeno in parte ho denunciato qui nel mio blog.

Purtroppo tutti i governi (compreso l'attuale e compreso il prossimo che verrà) sono a sostegno del neo-liberismo e dell'euro. A livello pratico, per salvare noi stessi e la nostra Italia, oltre a una classe politica uniforme nelle idee e nell'intento (non c'è), onesta (non c'è), forte intellettualmente e spiritualmente (questa è lontana anni luce), servirebbe un piano di politica estera e di politica interna che miri verso l'autarchia (che è l'esatto opposto della globalizzazione de-regolarizzata, ovvero dell'attuale diktat della classe dominante). Anche Gandhi era un sostenitore dell’autarchia, considerandola come una necessità primaria per l’indipendenza dell’India dal dominio inglese: lo stesso vale per noi, per la nostra Italia, per creare lavoro interno e per non essere continuamente ricattabili dai poteri esterni. A tal proposito, la nostra Costituzione non vuole il cosmopolitismo verso cui stiamo tendendo, ma l’internazionalismo, che, come dice il termine, dà un ruolo primario alla nazione, all’interno della quale possono avvenire i processi democratici. Una volta che una nazione non è più sovrana (come nel nostro caso, visto che non siamo padroni della nostra moneta e non possiamo regolare i processi economici che avvengono nella nostra società), non c’è più nessuna possibilità di avere democrazia. Un problema enorme è che le menti con queste idee e anche con la capacità di proporre qualcosa di concreto in direzione opposta al neo-liberismo, oltre a scontrarsi con l'impero delle multinazionali e della finanza, sono emarginate, ridicolizzate, punite e mai arrivano nei luoghi di potere.

Inoltre, le nazioni che hanno provato a opporsi alle logiche imperialiste occidentali (Saddam e Gheddafi, giusto per citare qualche nome), sono state distrutte militarmente e i loro capi additati come criminali... anzi, peggio, i loro capi sono stati de-umanizzati, cioè trattati e descritti al di sotto di essere umani. L'unica loro colpa è quella di essersi opposti all'egemonia del dollaro. Oggi la regola è: “Colui che crea la moneta detta le leggi”. Chi è che stampa l'euro su carta? La BCE. Chi è che crea la maggior quantità di euro in circolazione? Le banche private, che nel complesso creano il 97% della moneta totale. Ecco allora spiegato chi è che comanda... e coloro che andiamo a votare ne sono semplicemente sudditi.

Come viene creato questo 97% della moneta? Dal nulla e senza costi, ma al prezzo di garanzie che noi diamo alle banche (come nel caso dei mutui e delle carte di credito), oltre naturalmente agli interessi.

Allora... cosa possiamo fare? Secondo la mia modesta opinione, sarebbe assai utile che l'uomo e la donna comuni, precari o senza lavoro, avessero ben chiare queste ed altre questioni, altrimenti non daranno mai il loro sostegno a un governo che, se anche solo tentasse una piccola manovra che va contro il neo-liberismo, si ritroverebbe contro l’intero sistema mass-mediatico, l'Europa, gli Stati Uniti, le banche, le multi-nazionali, oltre a rischiare un'invasione militare (come è successo ai due disgraziati sopra citati).

Se questo uomo o donna comune, cioè ciascuno di noi, riuscisse a staccare la spina a quel che di peggiore la nostra società ci sta offrendo (televisione e falsi notiziari in primis, chiacchiericcio degradante, continuo e martellante sugli smartphone in secundis), spostando la propria attenzione su ciò che è più urgente, cioè sul fatto che siamo in un periodo terminale e apocalittico, perché la violenza e l'ottusità degli esseri umani è diventata insostenibile per tutte le specie viventi del pianeta, allora ciascuno di noi potrebbe chiedersi ogni giorno cosa può fare per essere meno ottuso e meno assuefatto all’ingiustizia, alla falsità e al non senso.

Finché scaveremo nel fango, troveremo solo fango. Guardando altrove, troveremo altro. L’umanità ha avuto e continua ad avere grandi Maestri: proviamo ad ascoltarli.

Buone riflessioni,
Francesco Galgani,
10 agosto 2019

Governo caduto

Ultimo aggiornamento: 10 Agosto 2019

Governo caduto

Governo caduto,
governo mai esistito,
sempre barcollante,
dai potenti deriso.

Una croce alle urne
sul miglior pagliaccio
da insultare e schernire
se bene sa pensare,

o su un pio mostro
da applaudire e baciare
se il peggior male
è pronto a operare.

Votate gente,
votate!!!

Povera Italia...

Misera,
calpestata,
disprezzata,
morta.

(Francesco Galgani, 10 agosto 2019, www.galgani.it)

Cambiare dieta per salvarci dai cambiamenti climatici

Ultimo aggiornamento: 10 Agosto 2019

Sullo stesso argomento, vedi anche:

Fonte dell'articolo seguente: https://www.agireora.org/vegan/dieta-vegan-cambiamenti-climatici-3215.html

Non basta agire sui trasporti e il consumo di energia per ridurre le emissioni di gas serra: l'unico modo per farcela è cambiare modo di mangiare. Parola dell'IPCC, il panel intergovernativo sui cambiamenti climatici.

Un articolo appena pubblicato sul quotidiano inglese "The Guardian", rende note alcune informazioni interessanti contenute nella bozza del rapporto in discussione a Ginevra da parte dell'IPCC: in esso si afferma che i tentativi di risolvere la crisi climatica riducendo le emissioni di anidride carbonica solo da auto, industrie e centrali elettriche sono destinati al fallimento e che è invece essenziale modificare i consumi alimentari e la gestione del territorio.

Gli esseri umani stanno già sfruttando il 72% delle terre emerse e l'agricoltura e la gestione delle foreste producono quasi un quarto delle emissioni di gas serra totali.

"La degradazione del suolo è esacerbata dai cambiamenti climatici attraverso l'aumento dell'intensità delle piogge, della frequenza e intensità di siccità e inondazioni, del vento, dei livelli del mare e dell'azione delle onde" si afferma nel rapporto.

Tra le misure proposte dal rapporto c'è la proposta di un drastico spostamento verso l'alimentazione a base vegetale. "Le diete sane e sostenibili, come quelle basate sui cereali, legumi, verdura, noci e semi, offrono le maggiori opportunità per ridurre le emissioni di gas serra", spiega il rapporto.

Tutto ciò è ben noto e non è la prima volta che l'IPCC lo fa notare: speriamo che stavolta il loro messaggio sia recepito dai governi, in modo che venga promosso il consumo di vegetali e non l'aumento del consumo già enorme di carne, pesce, latticini e uova per accontentare la lobby dell'industria dell'allevamento.

Naturalmente non si tratta solo di effetto serra, ma anche di tutto lo spreco di risorse collegato: di terreni, di acqua, di cibo; oltre che degli inquinanti emessi nel processo di trasformazione di cibi vegetali in "cibi" animali attraverso l'allevamento (intensivo o estensivo).

Puoi calcolare il tuo personale risparmio di risorse e invitare i tuoi conoscenti a fare lo stesso con l'applicazione web MioEcoMenu. Prova e vedrai quanto ciascuno di noi può diminuire la propria impronta ecologica con le sue personali scelte alimentari.

Fonte:
The Guardian, We must change food production to save the world, says leaked report, 4 agosto 2019

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