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Il vaccino antinfluenzale aumenta la probabilità di morire di influenza?

Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2020

Il vaccino antinfluenzale aumenta, nelle persone anziane, la probabilità di morire a causa delle complicazioni dell'influenza? Ad ascoltare la dott.ssa Loretta Bolgan, una farmacologa esperta di vaccini, laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutica, così sembrerebbe. Loretta Bolgan ha conseguito un dottorato di ricerca in Scienze Farmaceutiche ed è attuale consulente scientifico Corvelva per le analisi dei vaccini. Inoltre è stata consulente nell’ultima Commissione parlamentare d’inchiesta sui militari.

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Buone riflessioni e buoni approfondimenti,
Francesco Galgani,
27 marzo 2020

Oltre la paura... in difesa di Claudio Messora e di Stefano Montanari

Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2020

InquisizioneStefano Montanari (biografia), in un paio di occasioni citato in questo blog (in "Malattie infettive debellate senza vaccini e malattie create dai vaccini" e "Coronavirus covid-19 e "bugie di stato"?"), ha espresso le sue libere opinioni, sulla base di ragionamenti consapevoli. Ovviamente la verità non è in mano a qualcuno, anzi, qualunque visione del mondo e delle cose, per quanto informata possa essere, sarà sempre e solo parziale (compresa la mia). Come ho scritto in maniera un po' pasoliniana in ogni pagina del mio blog: «Per fortuna, quello che non so, non lo so. Quello che invece so, non corrisponde alla realtà».

Il dubbio è l'unico strumento di indagine conoscitiva, è l'unico modo per non appiattirsi sulle informazioni ufficiali o su quelle alternative. Ma è anche la base per il non-attaccamento alle proprie idee, ovvero per evitare ogni forma di fanatismo. Persino nella Religione dell'Ultima Lotta c'è un invito a non uniformarsi passivamente a un certo modo di pensare: «[...] Il materiale testuale o multimediale da studiare, a libera scelta del praticante, è preferibilmente quello che può migliorare la propria comprensione di sé, della Vita e di Madre Natura. [...] I demoni di oggi sono molto abili nella parlantina, abili nel far credere vere le menzogne e hanno alleati ovunque, quindi stiamo attenti. Tutti noi praticanti siamo invitati a mantenere sempre attivo uno spirito di ricerca che spazzi via tutte le bugie a cui siamo stati indottrinati dal Re Demone, spirito di ricerca che è l’unico antidoto sia per la non-conoscenza, sia per ogni fanatismo. [...] ».

Lo spirito di ricerca è anche ciò che contraddistingue sia Claudio Messora e il suo staff, sia Stefano Montanari.

Orbene, un esposto del 24 marzo 2020 alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Penale di Modena e quello di Ancona (qui il testo integrale) sostanzialmente sostiene che aver dato spazio alle opinioni di Stefano Montanari costituisca reato penale e chiede: «Laddove l’Autorità Giudiziaria ravvisasse la sussistenza di illeciti penali nelle condotte descritte, dovrà considerare l’adozione di ogni provvedimento anche volto ad oscurare e/o a sequestrare i canali YouTube ove son presenti detti video, se non già rimossi».

Le conseguenze pratiche ipotizzabili di tale esposto, qualora l'Autorità Giudiziaria ne accetti le tesi, sono sanzioni economiche, carcere e oscuramento di Byoblu (e di altri canali Youtube). La conseguenza invece immediata, per lo meno a livello psicologico, è diffondere la paura di esprimersi e di lasciare che gli altri si esprimano, per lo meno quando la libertà di espressione del pensiero va a criticare (a torto o a ragione) le tesi ufficiali su cui si basa l'azione politica. Ad es., dopo un tale esposto, potrebbe essere ancora più difficile mettere in serio dubbio la legittimità delle azioni del nostro attuale Governo (e di quelli precedenti), eppure è proprio grazie ad una critica puntuale e precisa a ciò che il Potere fa che possiamo renderci cittadini più consapevoli. Sempre, ovviamente, senza la pretesa di avere la verità in tasca. Verità di cui invece l'associazione "Patto Trasversale per la Scienza" vuole farsi portatrice.

La questione è cruciale: la scienza è in grado di elargire "verità"?. Direi proprio di no, perché la falsificabilità è alla base di ogni teoria degna di esser chiamata "scientifica". La scienza è avara di certezze e amica del dubbio. Chi cerca delle "verità", delle "certezze", non dovrebbe fare appello alla scienza: questo vale per tutte le scienze, sia per la matematica e per le scienze cosiddette "esatte", sia per quelle che non sono considerate tali, come la psicologia o, in questo caso, le scienze mediche.

Quindi, l'argomentazione più semplice per smontare un tale esposto è che la "scienza", o meglio, le varie "scienze", non posseggono alcuna verità. Anche le cosiddette "evidenze scientifiche" possono essere smontate da un solo controesempio. A proposito di scienza, segnalo alcuni miei articoli: "Sapere di non sapere, sapere di mentire: la scienza delle bugie", "Alla ricerca della verità… oltre la politica, oltre la religione", "Alla ricerca della scienza...", "Scienza e vaccinazioni: aspetti critici e problemi aperti", "Non è un problema né di scienza né di tecnologia, ma di cuore", "La scienza è un bene pubblico? Riflessioni su un documentario su Aaron Swartz", ecc. Ne ho scritti altri, chi vuole può cercarli tramite lo strumento "Cerca" del blog.

Fatte tutte queste premesse, ringrazio Claudio Messora e Stefano Montanari, principali (ma non unici) destinatari dell'esposto, a cui va tutta la mia solidarietà. Secondo la mia opinione, se non esistessero canali come Byoblu, Pandora TV e altri, noi cittadini saremmo veramente smarriti e male indottrinati (dalla TV in primis).

Anzi, se proprio un esposto per aver creato una situazione di pericolo nella popolazione dovesse essere fatto, secondo me sarebbe più ragionevolmente da indirizzare verso le principali televisioni, a causa del clima di terrore da esse generato, che va ben oltre ogni necessità di semplice informazione o, meglio, di informazione che aiuti noi cittadini a diventare cittadini più consapevoli (giacché, se un ruolo la televisione dovesse avere, questo le assegnerei). Potrei dire la stessa cosa per l'attuale Governo e per i suoi continui decreti emergenziali, oppure per alcuni governatori di regioni italiane che si sono espressi con toni e provvedimenti quantomeno criticabili. Sia ben chiaro: sto parlando della mia opinione, protetta dall'art. 21 della Costituzione.

Quando si arriva ai livelli di restrizione della democrazia come ora in Italia, denunciato anche in "Ai tempi del coronavirus l'Italia sta diventando un regime totalitario?" e in "Dalla tirannia incostituzionale televisiva a Baruch Spinoza", chi parla fuori dal coro viene censurato e definito un untore. Secondo me, le normative in corso sono liberticide e minano le basi del vivere sociale. Fino a quando la stragrande maggioranza della popolazione, a causa del panico da coronavirus oggi, e di altre emergenze che saranno inventate (*) in futuro, accetterà qualsiasi normativa liberticida, credendo così di salvarsi la vita, le cose andranno sempre peggio.

A questo punto non c'è solo il panico da coronavirus, ma anche la paura di esprimere idee diverse da quella ufficiale. L'inquisizione è tornata, ma "noi" non ci arrendiamo. Sta a te che leggi riconoscere se rientri o meno in questo "noi".

Francesco Galgani,
27 marzo 2020

(*) "inventate" nel senso che, pur avendo un fondamento reale, le emergenze possono essere state volutamente create da qualcuno e non opera della Natura, oppure, anche se sono opera della Natura, gli interessi economici, politici e militari possono amplificarle a dismisura, creando nuove emergenze all'interno dell'emergenza, per scopi non sempre chiari. Ad es., chi ha buttato giù le Torri Gemelle? Chi ha creato il coronavirus? Perché è stata inizialmente favorita la diffusione del coronavirus in Italia, senza prepararsi per tempo e con un sistema sanitario perlopiù smantellato? Come vengono sfruttate queste emergenze per controllare le persone e per imporre loro comportamenti e leggi che mai altrimenti accetterebbero? Ecc. Il discorso sarebbe lungo e va oltre gli scopi di questo articolo, anche perché, per ognuna delle domande di esempio che ho fatto, si apre un mondo di informazioni confuse e contraddittorie.

Cade la neve (poesia)

Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2020

Cade la neve ❄️

Cade la neve... bianca e delicata attecchisce al terreno,
nutrendo sorgenti secche e sofferenti,
dando vita a fiumi e torrenti grandi e possenti.

Cara neve la tua venuta è stata inaspettata,
in primavera sei caduta,
ma sei comunque la benvenuta.

L’uomo te ne è grato,
con il suo amore sconfinato.

Alcune cose hai interrotto mettendo a rischio il raccolto,
ed io che resto inerte,
e ti accolgo a braccia aperte.

Pasquale Cofone
Corigliano - Rossano, c/da Baraccone, lì 25.03.2020

Quel giorno... (poesia)

Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2020

Dedicata al Gohonzon di Nam myoho renge kyo, e a tutte le sue manifestazioni...come gli esseri viventi💙💛💖

Quel Giorno...

Quel giorno....ancora addormentati, all'improvviso fummo svegliati;

i colori del mattino, giocavan nel cielo adamantino;

il dolce canto degli uccelli, all'unisono risuonò;

dalla finestra la brezza del vento, nuova speranza ci portò;

un raggio di sole... fu una carezza, che nelle stanze timidamente si affacciò;

era la scia della VITA per annunciar che la prigionia era finita!

era la Luce della Vita a passar tra la gente, ormai non più indifferente...

era la Gioia della Vita,  mai come allora fu percepita, seppur da sempre... infinita;

nel suo splendor colorato si presentò, con forza delicata ci sfiorò, e, l'Abbraccio tanto anelato, finalmente per tutti arrivò...!

Dora Falbo
Corigliano - Rossano, lì  24.03.2020

🙏☀🌕❤🌲

Ai tempi dell'epidemia

Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2020

Ai tempi dell'epidemia

Governo tiranno,
sciacallo di diritti,
rassicurante per altri,
aspro per me,

stai uccidendo
in nome d'una salvezza
pari a quella d'uno schiavo
né degno né libero.

Come son belle le bandierine,
i loro arcobaleni,
e gli inviti al coraggio,

peccato che mai l'ho viste
per chi se stesso ha immolato
per il bene di ognuno di noi.

(Francesco Galgani, 25 marzo 2020, www.galgani.it)

Bandiera coraggio, epidemia, coronavirus, Massa Marittima, 24 marzo 2020

Dalla tirannia incostituzionale televisiva a Baruch Spinoza

Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2020

Libertà di pensiero, di stampa, di espressione del pensieroIn questi giorni è circolata la notizia che l'Agcom ha sospeso i canali di La7 che hanno lasciato che una persona esprimesse opinioni in tema di salute che evidentemente a qualcuno non piacciono. Nello specifico, leggiamo: «[...] Nelle ultime settimane il nome di Adriano Panzironi è tornato agli onori delle cronache per via di diverse ospitate nella trasmissione Non è L’Arena, condotta da Massimo Giletti. La scelta di La7 di mandare in onda un personaggio così controverso che porta avanti dei discorsi medico-alimentari senza aver mai conseguito una Laurea – tra l’altro il tutto è stato già diffidato proprio dai comitati scientifici – è stata contestata da molti. Ora arriva anche l’intervento dell’AgCom che ha avviato sanzioni e sospensioni per quei canali televisivi (satellitari) che mandano in onda la sua trasmissione. [...]». Chi vuole può leggersi il resto dell'articolo alla pagina: https://www.giornalettismo.com/adriano-panzironi-agcom-sospensione/

Non conosco il sig. Panzironi, non l'ho mai sentito parlare e del fatto che sia laureato o meno non me ne importa (anzi, ritengo insensato il fatto di voler dare importanza a questo aspetto per quanto riguarda la libertà di espressione e per quanto riguarda la credibilità); leggendo il proseguo dell'articolo sembra che il suo "crimine" sia stato quello di aver consigliato le vitamine C e D di una specifica marca per affrontare il coronavirus... sull'uso di tali vitamine (a prescindere dalla marca), tra l'altro, una parte della scienza medica è sicuramente d'accordo.

Ma andiamo oltre... questa è solo la punta dell'iceberg. La televisione e i mass media in generale sono polarizzati verso un'unica forma di pensiero, sopprimendo ogni pensiero "diverso da quello che si vuole imporre alle masse", qualunque esso sia. Anche i social stanno ricevendo vincoli legali sempre più stringenti (per quanto non banali da attuare) per ridurre il più possibile, o meglio eliminare, le "voci fuori dal coro".

Mentre già stiamo passando dallo stato di diritto allo stato d'animo generalizzato pronto ad accettare qualsiasi tirannia (cfr. "Ai tempi del coronavirus l'Italia sta diventando un regime totalitario?"), mentre la disinformazione è diventata l'unica forma istituzionalizzata di informazione protetta dallo Stato, in funzione evidentemente neoliberista e pro-Europa, e mentre il finanza-virus sta mietendo assai più vittime del coronavirus (cfr. video di Mauro Scardovelli "Uscire in bellezza dal covid-19"), mi tornano a mente l'art. 21 della Costituzione e il pensiero di un grande uomo, Baruch Spinoza, che quattro secoli fa si espresse sulla libertà di pensiero asserendo che «in una libera comunità dovrebbe essere lecito a ognuno pensare quello che vuole e dire quello che pensa», attirandosi le ire sia dei cattolici che dei protestanti... oggi, probabilmente, quello stesso uomo si sarebbe attirato le ire di tutto il sistema mass-mediatico, che è diventato la nuova forma di religione, nel senso di "pensiero unico" e di inquisizione.

Nel libro "Finalmente ho capito la filosofia", di Marina Visentin (ISBN 9788869873201, anno 2017), c'è una piccola ma essenziale sezione dedicata a Baruch Spinoza che, secondo me, merita di essere letta per riflettere attentamente sulla libertà di pensiero e di espressione del pensiero, visto che oggi viene continuamente messa in discussione, osteggiata, denigrata e sanzionata. Questo succede fin da bambini dalle scuole elementari in poi, dove la libertà di pensiero viene per lunghi anni messa alla prova scontrandosi con le verità imposte dall'alto (e dal gruppo di pari).

Ecco cosa ha scritto Marina Visentin a proposito di Spinoza:

(Amsterdam, 1632 - L’Aia, 1677)

Nato in una benestante famiglia di ebrei portoghesi fuggiti in Olanda per sfuggire alle persecuzioni dell’Inquisizione, compie i suoi primi studi presso la scuola ebraica, ma ben presto si allontana dalla religione per accostarsi al pensiero di Bacone, Hobbes e Cartesio. Nel 1656 viene accusato di eresia, scomunicato e costretto a lasciare Amsterdam. Si rifugia allora in un piccolo villaggio nei pressi di Leida, dove inizia a guadagnarsi da vivere come tagliatore di lenti. Nel 1670 pubblica in forma anonima il Tractatus theologico-politicus, in cui difende la libertà di pensiero, suscitando le ire sia dei cattolici che dei protestanti. Nel 1673 rifiuta una cattedra di Filosofia presso l’Università di Heidelberg, preferendo proseguire in libertà i propri studi e conservarsi libero da ogni condizionamento. Muore di tubercolosi quattro anni dopo, a soli quarantaquattro anni. Dopo la sua morte, vedranno finalmente la luce le sue opere maggiori: Ethica more geometrico demonstrata e il Tractatus de intellectus emendatione, che in vita non aveva potuto pubblicare, per l’ostilità culturale che lo aveva sempre circondato e per le continue accuse di eresia e ateismo che lo avevano perseguitato.

Panteismo contro dualismo

Anche il pensiero di Spinoza nasce come superamento del dualismo cartesiano, che vedeva l’universo diviso in sostanze spirituali (pensanti) e sostanze materiali (estese).

Per Spinoza esiste un’unica sostanza che è al tempo stesso Dio e mondo. La sua è una concezione panteista, in qualche modo avvicinabile al panpsichismo rinascimentale, ma in realtà molto diversa nella misura in cui rappresenta non un’intuizione di tipo qualitativo, ma la compiuta espressione di una razionalità deduttiva di carattere geometrico-matematico.

Ma perché è così importante definire la sostanza?

Sostanza, lo abbiamo già visto, è una delle parole-chiave della nostra tradizione filosofica. Capire la sostanza delle cose significa individuare il loro vero essere, ciò che di esse permane al di sotto dei mutamenti accidentali e temporali. Aristotele, il primo pensatore a porre con chiarezza tale questione (e infatti è considerato il padre della metafisica occidentale), pensava a una pluralità di sostanze, tante quante sono gli esseri, Cartesio aveva ridotto tale molteplicità a due sole sostanze: la materia e lo spirito. Spinoza riparte dal concetto classico di sostanza, come «ciò che non ha bisogno di null’altro per esistere», per concludere che la sostanza può essere soltanto una e deve per forza di cose coincidere con Dio, che a sua volta coincide con il mondo.

Dio e il mondo come una cosa sola

«Deus, sive natura» (“Dio, ovvero la natura”): è con questa espressione che Spinoza descrive la propria concezione panteista, che dimostra con una serie di argomentazioni logico-razionali. Vediamo adesso più da vicino la concatenazione dei ragionamenti proposti dal filosofo.

Il punto di partenza – lo abbiamo già visto – è la definizione di sostanza come ciò che esiste in sé e si può concepire senza riferimento ad altro, ciò che è quindi «causa sui», (“causa di se stessa”). Ciò significa che la sostanza non può coincidere con gli enti finiti – le creature limitate che dipendono da altro per la propria esistenza – deve essere invece perfetta, infinita, autosufficiente (perché solo in questo modo potrà essere «causa di se stessa»). Da ciò deriva l’affermazione che può esistere un’unica sostanza, e che tale sostanza coincide con Dio (poiché non è certo pensabile che esistano più sostanze infinite, e la sostanza infinita per definizione è appunto quella divina). Ma una sostanza unica non potrebbe essere tale se ammettesse qualcosa d’altro fuori di sé, quindi non è concepibile un mondo rispetto al quale Dio si ponga come trascendenza.

In aperta opposizione con la tradizione giudaico-cristiana che ritiene Dio trascendente (cioè, esterno) al mondo, Spinoza lo descrive come immanente (cioè, interno), e quindi come perfettamente coincidente con la natura.

Dio e mondo coincidono, ma c’è una distinzione da fare

Spinoza distingue fra «natura naturans» (causa) e «natura naturata» (effetto), ovvero fra Dio, inteso come causa dei singoli esseri finiti, e tali esseri finiti. Quindi, se è vero che Dio e mondo sono un tutt’uno, c’è comunque una distinzione fra gli aspetti diversi di quell’unica sostanza infinita. Una distinzione che serve a fare i conti con l’innegabile differenza fra finito e infinito.

I modi e gli attributi della sostanza

Le due res cartesiane, materia e spirito, ben lungi dal poter essere ancora considerate sostanze, devono essere invece viste come meri attributi (cioè manifestazioni, aspetti) dell’unica sostanza. Mentre tutte le cose finite – compresi noi stessi – sono solo modi, cioè determinazioni, concretizzazioni particolari di tali attributi, e non esistono se non come aspetti della divinità.

Ogni singola cosa è dunque parte di Dio, come suo aspetto o sua modificazione, e intrattiene con Dio la stessa relazione di dipendenza necessaria che un teorema ha nei confronti delle sue premesse.

Panteismo uguale ateismo?

Il panteismo di Spinoza è stato accusato di ateismo. Un’accusa priva di fondamento, in realtà, in quanto Spinoza non nega affatto l’esistenza di Dio; piuttosto, il Dio di Spinoza somiglia ben poco al Dio della tradizione giudaico-cristiana: non possiede intelletto e volontà, e non crea il mondo in base a un atto di libera scelta; e questo perché non ha alcun carattere antropomorfo, cioè non è in alcun modo concepibile come una persona, distinta dal mondo e intenta a programmare e agire in vista di un fine.

Secondo Spinoza, Dio è ben più di tutto ciò: è l’ordine razionale e necessario che pervade ogni cosa. In questo senso, Dio non ha intelletto ma è intelletto.

Un universo privo di libertà

Spinoza pensa all’universo come una grande macchina, in cui ogni cosa accade in modo necessario e meccanico. Una concezione che ha in comune con altri pensatori del Seicento, ma che lui conduce alle estreme conseguenze. Se tutto ciò che accade avviene per necessità, non c’è spazio per la contingenza, per qualcosa che potrebbe (ma potrebbe anche non) accadere. Al contrario, se qualcosa è possibile, sarà in accordo con le inesorabili leggi che governano l’ordine geometrico del cosmo, ma ciò implica anche che finirà inevitabilmente per essere prodotto da queste leggi. Quindi il possibile è reale e il reale è necessario: una conclusione che, ancora una volta, non lascia alcuna illusione di libertà né al cosmo né all’individuo.

Ma che spazio è concesso all’uomo in un mondo retto da un’inesorabile necessità?

Da un punto di vista assoluto, guardando le cose «sub specie aeternitatis» (“nel loro aspetto eterno”), il bene e il male non esistono. Ogni cosa segue semplicemente la propria natura e da essa necessariamente deriva: dal punto di vista infinito dell’universo, Nerone che uccide la madre non è un male, ma soltanto l’esito della natura di Nerone. Dal punto di vista finito dell’uomo, tuttavia, è possibile porsi il problema di una retta via, intesa come quella che a noi può procurare il maggior bene possibile.

Un’etica stoica

L’etica di Spinoza somiglia a quella degli stoici: il filosofo ci invita a guardare il cosmo in modo impersonale e obiettivo, allontanandoci dalle passioni determinate ed elevandoci fino all’ «amore intellettuale di Dio», inteso come una sorta di mistica unione fra l’intelletto umano e quello divino. Si tratta di una visione etica che identifica virtù, razionalità e liberazione dalle passioni. L’obiettivo è una condizione di serenità, di saggia e disincantata contemplazione dell’universo, che l’individuo può raggiungere soltanto dopo aver abbandonato – grazie all’intelletto – la visione limitata e distorta del mondo corrispondente al proprio punto di vista finito.

Contro il potere politico e religioso

«In una libera comunità dovrebbe essere lecito a ognuno pensare quello che vuole e dire quello che pensa»: questa massima riassume il nucleo delle tesi politiche di Spinoza, espresse, suscitando grande scandalo, nel suo Tractatus theologico-politicus. Secondo il filosofo, il potere politico dovrebbe rispettare la libertà di pensiero, evitando di interferire in tutte le questioni che riguardano la coscienza dei singoli. Lo Stato dovrebbe essere laico e dovrebbe essere garantito il diritto a vivere la fede come un fatto esclusivamente privato, interiore. Gli unici veri obblighi sanciti dalla Bibbia, afferma Spinoza, sono la pratica della giustizia e l’amore per il prossimo, mentre gli articoli di fede sono solo strumenti del potere per indurre all’ubbidienza le masse, che sono incapaci di elevarsi all’uso della ragione. Chi è capace di usare l’intelletto, infatti, non ha bisogno del dogmatismo autoritario delle Chiese. Inoltre, seguendo gli unici veri precetti della pura fede, secondo Spinoza, anche gli uomini non avvezzi all’uso della ragione possono essere condotti sulla via della virtù.

Una filosofia scandalosa

Per la prima volta dall’avvento del cristianesimo, viene proposta una visione metafisica della realtà che si distacca radicalmente ed esplicitamente dall’immagine fornita dalle Sacre Scritture: è inevitabile che la filosofia di Spinoza provochi scandalo fra i suoi contemporanei. Inoltre, proprio nel momento in cui in tutta Europa si va affermando l’assolutismo in campo politico, Spinoza si schiera a favore della libertà del singolo individuo, che deve essere difeso dall’oppressione del potere politico e religioso. In seguito, i pensatori illuministi rimprovereranno a Spinoza di aver costruito un sistema filosofico oscuro e metafisico, mentre i romantici apprezzeranno assai la sua identificazione di Dio con la natura.

Buona filosofia e buone riflessioni,
Francesco Galgani,
23 marzo 2020

La migliore religione è...

Ultimo aggiornamento: 22 Marzo 2020

Pubblico questa simpatica immagine così come l'ho ricevuta. Immagino che, per chi l'ha disegnata (non conosco la fonte), non sia stato possibile includere un personaggio per ogni religione esistente, però il messaggio è comunque chiaro.

La miglior religione è essere una buona persona.

Grazie,
Francesco Galgani,
22 marzo 2020

Non voglio...

Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2020

Ricopio qui un messaggio poetico ricevuto da un caro amico:

Non voglio tornare alla normalità
 Voglio ritornare alla Vita

Non voglio che l'economia si riassesti
 che torni ad essere strumento di avidità e disparità
 Voglio che sia al Servizio dell'autentico benessere

Non voglio che si torni a lavorare come prima
 Voglio che i lavori inutili e dannosi collassino
 che il lavoro si trasformi in Opera
 che si lavori di meno e si valori di più

*Non voglio che si torni a lottare per la sopravvivenza*
 *con l'angoscia che non ce ne sia abbastanza*
 *Voglio il supporto di tutti per tutti che la ricchezza dei pochi sui moltissimi venga redistribuita*
 *Voglio ricordarmi che la scarsità è un imbroglio che ci hanno iniettato*

Non voglio che la finanza mondiale e i colossi petroliferi ne escano indenni tornando a sfruttare e speculare
 Voglio che sia un terremoto che scuota l’ingiustizia globale

Non voglio che i centri commerciali tornino ad essere sempre aperti
 Voglio che gli spazi della condivisione e dello scambio
 siano al servizio dell'umano e non del consumo

Non voglio rimettermi a guidare nel traffico congestionato
 Voglio muovermi lento e contento
 Col ritmo naturale dell'universo
 Che mi fa meravigliare della fioritura dell'albicocco

Non voglio essere in paranoia per la mia salute adesso e poi tornare tranquillamente a respirare lo smog delle industrie come se fosse normale riprendere a crepare di tumore.
 Voglio che rimanga l’aria pulita di questi giorni che i delfini tornati sulle coste non se ne vadano. Voglio nutrirmi ogni giorno
 di questa Natura di cui io sono parte. Non voglio che le scuole riaprano se in esse ci sarà ancora prestazione ansiogena stupida burocrazia e inutile ingozzamento cognitivo. Voglio che la conoscenza sia gioia, piacere e creatività
 Voglio che sia consacrato e incentivato il tempo all’arte, al canto, al gioco. Non voglio più dare per scontato il tocco della tua mano sulla mia i piedi nudi sulla spiaggia e il tramonto dalla collina. Voglio ringraziare quando muovo il polso, quando sto in piedi, quando posso baciare mia madre

Voglio ricordarmi che questo momento è la cosa più preziosa

Non voglio tornare alla normalità
 Voglio ritornare alla Vita

(20 marzo 2020)

Ai tempi del coronavirus l'Italia sta diventando un regime totalitario?

Ultimo aggiornamento: 22 Marzo 2020

Le ultime ordinanze degli organi istituzionali, senza ulteriori validi motivi sanitari, stanno restringendo, in barba ai dettami della costituzione italiana, ancora di più i diritti dei cittadini italiani, pronti ad accettare limitazioni alle proprie libertà personali, come l'Esercito nelle strade e divieti draconiani senza misura, non giustificate dall'urgenza sanitaria.

Le nuove ordinanze sono utili solo per coprire sia le inefficienze e le insufficienze sanitarie dovute ai tagli alla sanità (37 miliardi di euro tagliati nell'ultimo decennio), sia i ritardi della politica nell'organizzare il sistema sanitario rispetto alla grave urgenza provocata dalla pandemia del coronavirus.

In Italia la democrazia non è una opzione, ma un elemento fondante della nostra repubblica democratica.
La democrazia non può essere messa in pericolo anche quando c'è un grave pericolo sanitario.
Stiamo passando dallo stato di diritto ad uno stato d'animo della nazione che si predispone ad un regime totalitario, dove i cittadini presi dal panico sembrano accettare passivamente tutte le restrizioni senza battere ciglio.

La domanda d'obbligo è fino a che punto la democrazia può essere ristretta con tutte queste continue ordinanze se diventa sempre più breve il passaggio dallo stato di emergenza allo stato di polizia, da essere reclusi in casa agli arresti domiciliari?

(Giulio Ripa, 20 marzo 2020)

Coronavirus covid-19 e "bugie di stato"?

Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2020

Coronavirus covid-19 e bugie di statoEsattamente il giorno dopo aver pubblicato l'articolo "Panico da coronavirus: non rinunciamo a vivere" del 9 marzo 2020, a firma di Giulio Ripa e mia, in Italia è successo di tutto... o meglio, (quasi) tutto il contrario di quel che più opportunamente si sarebbe dovuto fare, a cominciare da un'informazione quantomeno "onesta". Il 10 marzo 2020, infatti, in tutta Italia è stato decretato l'obbligo di non uscire di casa (con varianti da regione a regione e da comune a comune), condito da dichiarazioni continue e sempre più allarmarti di morti da coronavirus covid-19 e sanzioni sempre più severe per coloro che rifiutano di diventare "immunodepressi per legge", ovvero reclusi in casa e convinti di essere malati quando perfettamente sani.

"State tutti a casa se no moriamo tutti"... più o meno questo è il messaggio psicologico che sta passando, che a me pare una "bugia di stato", almeno stando alle fonti ufficiali sotto riportate. O meglio, al di là delle mie opinioni, più che di bugia, più concretamente potrei parlare di "contraddizioni tra gli organi dello stato". Non nego che negli ospedali ci sia il caos, anzi faccio le mie lodi al personale sanitario ed esprimo la mia solidarietà per le persone sofferenti... ma ciò non esclude che una critica ragionata sia necessaria.

In questo clima di follia generalizzato, vorrei riportare un solo dato, da fonte ufficiale dell'Istituto Superiore di Sanità, sufficiente per mettere in serio dubbio la legittimità delle misure del Governo, la legittimità dell'informazione mass-mediatica che ci sta travolgendo da inizio anno, la legittimità della paura generalizzata (voluta da chi?) e i dati su cui la falsità di stato è stato costruita: al 13 marzo 2020, i morti accertati da coronavirus covid-19, in tutta Italia, sono tre. Tutti gli altri sono morti per altri motivi, oltre che con il coronavirus covid-19.

Link al report pubblicato dall'Istituto Superiore di Sanità: http://www.iss.it/documents/20126/0/Report+per+COVID+2019_ITA_Draft_2020-03-13_FINAL.pdf

Copia del report, utile nel caso in cui dovesse essere rimosso perché "scomodo": Report per Covid-19 del 13 marzo 2020

Ulteriore copia del report nella wayback machine di archive.org: https://web.archive.org/web/20200315040249/http://www.iss.it/documents/20126/0/Report+per+COVID+2019_ITA_Draft_2020-03-13_FINAL.pdf

A pagina 3 del report, sez. 3 intitolata "Patologie pre-esistenti", leggiamo: «La tabella 1 presenta le più comuni patologie croniche pre-esistenti (diagnosticate prima di contrarre l’infezione) nei pazienti deceduti. Questo dato è stato ottenuto in 268/1016 deceduti (26.4% del campione complessivo). Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 2.7 (mediana 2, Deviazione Standard 1.5). Complessivamente, 3 pazienti (1.1% del campione) presentavano 0 patologie, 70 (26.1%) presentavano 1 patologia, 69 presentavano 2 patologie (25.7%) e 126 (47.0%) presentavano 3 o più patologie». Nella stessa pagina, c'è anche una tabella che mostra i decessi per età.

Detto ciò, vorrei anche dedicare una piccola considerazione, con basi scientifiche, a uno dei possibili motivi per i quali l'epidemia ha colpito in modo significativo il nord Italia rispetto al sud. Sul sito della "Società italiana di medicina ambientale", c'è un position paper che riguarda proprio questa questione.

Link al paper pubblicato dalla Società italiana di medicina ambientale: http://www.simaonlus.it/wpsima/wp-content/uploads/2020/03/COVID19_Position-Paper_Relazione-circa-l%E2%80%99effetto-dell%E2%80%99inquinamento-da-particolato-atmosferico-e-la-diffusione-di-virus-nella-popolazione.pdf

Copia del paper: Relazione circa l’effetto dell’inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione di virus nella popolazione

In questo paper, andando direttamente alle conclusioni, leggiamo: «Si evidenzia come la specificità della velocità di incremento dei casi di contagio che ha interessato in particolare alcune zone del Nord Italia potrebbe essere legata alle condizioni di inquinamento da particolato atmosferico che ha esercitato un’azione di carrier e di boost. Come già riportato in casi precedenti di elevata diffusione di infezione virale in relazione ad elevati livelli di contaminazione da particolato atmosferico, si suggerisce di tenere conto di questo contributo sollecitando misure restrittive di contenimento dell’inquinamento».

Le polveri stanno veicolando il virus. Fanno da carrier. Più ce ne sono, più si creano autostrade per i contagi”, ha dichiarato il coautore della ricerca Gianluigi de Gennaro, docente presso il Dipartimento di Biologia dell'Università di Bari, nella sua pagina su LinkedIn: https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6645680536209760257/

Tra l'altro, il problema coronavirus covid-19 sarebbe stata l'occasione perfetta per mettere in serio dubbio anche la legittimità degli armamenti biologici e dei disastri che il loro sviluppo può comportare. Occasione persa, purtroppo. O meglio, chi è abituato a informarsi in maniera oculata e a riflettere con atteggiamento critico lo faceva prima del covid-19 e continua a farlo adesso, gli altri... continuano a seguire acriticamente il flusso velenoso dei social e della televisione.

E cosa dire dei tamponi? L'80% dei positivi tra persone asintomatiche sono falsi positivi... quindi, di cosa stiamo parlando? Screening di massa per individuare i portatori asintomatici?! Ma per favore... un po' più di consapevolezza di ciò di cui si parla sarebbe meglio. La fonte di questa informazione è l'articolo scientifico "Potential false-positive rate among the 'asymptomatic infected individuals' in close contacts of COVID-19 patients", pubblicato sul "Chinese Journal of Epidemiology".

Link all'abstract in inglese: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32133832
DOI: 10.3760/cma.j.cn112338-20200221-00144

Purtroppo risolvendo il DOI (con https://dx.doi.org/) esce un errore 404, sembra che l'articolo sia stato rimosso, forse perché "scomodo". Ad ogni modo, l'articolo originale scritto in cinese è ancora interamente online a questo indirizzo: http://html.rhhz.net/zhlxbx/017.htm. Tale articolo in cinese è disponibile anche nella wayback machine: https://web.archive.org/web/20200320094032/http://html.rhhz.net/zhlxbx/017.htm

Google translate viene in nostro aiuto per tradurre dal cinese: https://translate.google.com/translate?sl=auto&tl=it&u=http%3A%2F%2Fhtml.rhhz.net%2Fzhlxbx%2F017.htm

Sia nella traduzione dal cinese di Google Translate, sia nell'abstract in inglese sopra riportato, leggiamo che il numero di falsi positivi al test è l'80,33%.

E con questo ho finito con le critiche all'informazione di massa. Adesso faccio anche una critica a me stesso: dai miei toni potrebbe trasparire arroganza, ma è solo "rabbia" perché credo che l'intera popolazione italiana sia continuamente presa in giro.

Per concludere, vorrei segnalare questo interessante intervento di Stefano Montanari (biografia) su Byoblu, che meglio approfondisce i temi trattati in questo articolo e che, sicuramente, per la sua competenza, può esprimere opinioni più consapevoli delle mie:

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Buona informazione e buone riflessioni a tutti,
Francesco Galgani,
20 marzo 2020

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